Intervista a Nicolò Bulega

Con il passare degli anni, i ricordi relativi ad una Cagiva Mito vincente nelle competizioni italiane (Sport Production, ora denominato CIV) vengono coperti da un alone misterioso. Difficile però è dimenticare il primo pilota che ha portato la Cagiva Mito alla vittoria (oltre che a contribuire allo sviluppo del mezzo nelle competizioni), ovvero quel Davide Bulega che, con tanto piacere, abbiamo incontrato alla visita a Varese ormai diversi anni fa. Sentire racconti, aneddoti e quant'altro raccontati dal diretto interessato, ci ha riportato indietro nel tempo, quando l'elefantino contava ancora qualcosa nelle competizioni italiane e non. Dopo questo breve preambolo, voglio introdurre un pilota che a molti non dirà molto (purtroppo la visibilità dei campionati minori in Italia è pari a “zero”, mentre in Spagna.., ma che agli appassionati ha già fatto vedere grandi cose, vincendo anche il titolo di Campione Italiano MINI GP 50CC (vinte 6 gare su 10 a tutti podi per le restanti 4 gare) e Campione Europeo. Sto parlando proprio di Nicolò Bulega, (www.buleganicolo.it) giovanissimo ma con tanta, tanta fame di vittoria. Cresciuto in un ambiente professionale ma sempre familiare (le moto inizialmente le curava il fratello di Capirossi, che noi del club abbiamo avuto il piacere di conoscere durante il Trofeo Capirex Cagiva 525), il giovane Bulega è pronto ad affrontare la stagione 2012 nel migliore dei modi. Naturalmente, il figlio di colui che portò la Mito a vincere in Italia, poteva (12 anni!!) evitare di salire su una moto “made in Varese”!? Certo che no...continuate a leggere.

Ceppa: Al termine di questa intervista ho allegato il tuo “palmares”. Se consideriamo che corri solamente da 6 anni, i numeri fanno veramente impressione. La prima domanda è: Perché hai scelto di correre in moto? Cosa ti ha spinto a farlo e se ti ricordi, la tua “prima volta” su una 2 ruote in circuito.
Nicolò: Sono cresciuto nei paddock di tutto il mondo, era il mio parco giochi...mio papà gestiva un team nel mondiale con il nonno Bruno. La prima volta fu mia Mamma...eravamo in vacanza a Riccione e disse a mio papà di portarmi a fare un giro su una minimoto...dopo 2 giorni, ne avevo a casa una...avevo 4 anni.

Ceppa: Chiaramente, vista la tua giovanissima età, tutto quello che stai facendo ti appare come un gioco, un divertimento; ed è giusto che sia così. Ma da quando hai iniziato (proprio per gioco, su quelle minimoto), ad ora; cosa è cambiato in te, sia come pilota che come persona.
Nicolò: Non è cambiato niente, se non le velocità! gli amici e gli avversari sono sempre quelli delle minimoto.

Ceppa: Da quando hai cominciato ad ora, hai sempre corso con moto a 2 tempi. Hai lottato contro avversari anche meglio “preparati” a livello motoristico (4 tempi honda), dimostrando anche di potertela giocare per la vittoria in molte gare (se non tutte). Ormai il mondo va verso il 4 tempi ed invece insisti a correre con una moto 2 tempi, perché?
Nicolò: Non ho mai provato una moto 4T e il motivo è che mio papà dice che se imparo ad andare forte con una 2T in futuro potrei essere avvantaggiato su una 4T...io so solo che devo sempre dare il 100% ma alla fine mi diverto di più!

Ceppa: Come premio per i risultati ottenuti, hai avuto in premio, la possibilità di provare una Cagiva Mito 125 SP. A parte le dimensioni immense della moto rispetto alla tua statura, come era andato il test? Sensazioni? Ricordi?
Nicolò: Davide Capirossi, nel 2010 a fine stagione organizzò ad Adria un premio per me facendomi provare la 125 Mito...è stato emozionante perché arrivando dal 50 cc avevo la sensazione di guidare un missile.

Ceppa: Il ricordo più bello e quello più brutto, vissuti da te in questi anni agonistici.
Nicolò: Di ricordi belli ne ho tanti...ad esempio il mio primo podio in minimoto al Memorial di mio Nonno Bruno! e sicuramente quando ho vinto il campionato Italiano nel 2011! è stato un sogno realizzato. il più brutto? quando nel 2010 a corridonia lottavo per il mio primo podio in MINIGP e sono caduto all'ultima curva nel tentativo di sorpassare il secondo...

Ceppa: Quando conta, seriamente, avere un padre che ti segue così tanto. Sembra una domanda scontata ma, se ad esempio giro questa domanda a Davide, come sarebbe cambiata la sua carriera con un padre così professionale e meticoloso alle spalle?
Davide: Tra me e Nicolò ci sono due differenze importanti a parer mio; Io ero un pilota modesto, diciamo da metà classifica...con un padre che poteva sostenermi economicamente ma non aveva esperienza in merito...Nicolò, è un ottimo pilota con un papà senza grandi disponibilità ma che conosce molto bene l'ambiente.. credo che Nicolò sia più fortunato in questo senso...

Ceppa: E’ difficile riuscire a far combaciare con loro impegni scolastici e agonistici?Come va con la scuola? Generalmente gli insegnanti fanno fatica a concepire il motociclismo come sport (rispetto al calcio sicuramente),così per un pilota diventa sempre più impegnativo ottenere buoni risultati anche in ambito scolastico.
Nicolò: Sicuramente il mio sport mi impegna tanto...a scuola diciamo che me la cavo...ma sono lontano da alcuni amici "secchioni..."

Ceppa: Il tuo pilota preferito e perché?
Nicolò: Valentino Rossi il perché e scontato...mi piaceva tanto anche Marco Simoncelli...poi, ho sempre avuto tantissima stima di Loris Capirossi che tra l'altro so che mi segue.

Ceppa: Quali sono gli obiettivi per questa stagione 2012? E per il futuro? (Naturalmente nessuno ha la sfera di cristallo...)
Nicolò: L'obiettivo di quest'anno non cambia...è divertirmi! anche nel 2013 dovrò rifare la 125 PreGP...quest'anno infatti corro con una deroga della FMI in quanto non avevo ancora l'età minima...

Ceppa: Un'ultima domanda, forse un poco “cattiva”. Il motociclismo è uno sport pericoloso, molto. Tutti gli sport lo sono, ma con le due ruote il rischio di farsi male è molto più elevato rispetto ad altre competizioni. Sei consapevole di questo? hai mai paura di farti male quando sei in griglia di partenza o prima di una gara?
Nicolò: Si lo so...la paura c'è...ma vince sempre la passione.

Salutiamo Nicolò Bulega augurandogli un grandissimo “in bocca al lupo” a nome di tutto il MitoClub, per la stagione 2012 e per tutto quello che sarà il futuro di questa giovanissima promessa del motociclismo italiano.

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