Intervista a Virdieri Francesco

Intervista del Ceppa a Virdieri Francesco di Aprilia Racing

Passato, presente e futuro del motociclismo raccontati da chi li ha vissuti da “dentro”.

Virdieri FrancescoVirdieri Francesco, 51 anni compiuti, di cui 35 passati attorno alle due ruote, spaziando dal cross alla velocità, dalla Sport Production fino al motomondiale con Aprilia Racing. L’evoluzione del 2 tempi “made in italy” vissuto in prima persona, con tanto di aneddoti e “segreti” da svelare in questa simpatica intervista.

Sport P.1993Ceppa: Quando hai iniziato a lavorare nel mondo delle due ruote a livello agonistico?
Virdieri: Bè! Se per livello agonistico si intende tutto quello che sono le “gare”, ho iniziato a 14/15 anni con il motocross, gare regionali e nazionali, con in mezzo un “Namur” il tempio del motocross, poi una pausa preparando le moto stradali per la pista e sono passato alla velocità, Sport Prodcution, Europeo e Mondiale GP e SBK.

Ceppa: Come era considerato il mondo dei motori dai media? Chiaramente non vi era la visibilità di ora...
Virdieri: Infatti! In Italia non era considerato, o meglio stava iniziando… ma tra tv a pagamento e satellite il mondo dei motori non riusciva a decollare, poi un po’ per il cambio di rete e sopratutto per Valentino la situazione è esplosa.

BayleMcWilliamsCeppa: Il pilota, fra quelli da te avuti, che più ti ha impressionato positivamente
Virdieri: Sono 2, il primo è Jean Michel Bayle…un Mostro… faceva velocità, ma se fosse rientrato nel cross avrebbe ancora vinto e nella velocità, un po’ perché non ha trovato una persona che lo ha “diciamo” inquadrato (anche perché non è mai facile avere a che fare con un pilota così carismatico) e un po’ perché aveva la testa un po’ dura, non è emerso come avrebbe meritato, perché nonostante non abbia avuto grandi risultati era un pilota velocissimo. L’altro è Jeremy McWilliams… uno tosto, non mollava mai... due aneddoti... in un test in Portogallo, dopo un crash con tanto di punti di sutura al collo e con il Dottore che consigliava di farlo riposare, dopo un paio d’ore seduto sotto al sole e risalito in moto senza problemi, con il dottore che diceva: questo è un pilota! non come molti che per una strusciatina stanno tutto il giorno a lamentarsi (e si riferiva anche ad un Campione del Mondo), ed un'altra volta dopo una caduta, sapendo che si era fatto male ad un piede, non si è tolto lo stivale nella pausa mattina/pomeriggio, per paura che il piede si gonfiasse e non gli sarebbe rientrato lo stivale... ed infatti la sera tolto lo stivale è stato constatato che aveva fatto dei danni.

Ceppa: Hai contribuito praticamente allo sviluppo di Aprilia nelle competizioni, ci puoi raccontare come tutto ebbe inizio?
Virdieri: Tutto è iniziato dalla SP, quell’anno oltre a tutti gli altri, avevamo a che fare anche con Giacomo Guidotti e la sua Aprilia, e chi conosce sa l’esperienza che aveva il papà e sopratutto il fatto che lavorava in Aprilia, però la mia moto (Aprilia) è stata sempre velocissima, in una delle finali, e cioè al Mugello, Guareschi con la Cagiva ufficiale quando usciva dalla scia andava indietro, e questo credo abbia fatto si che oltre a far notare il pilota sia stato notato anche il meccanico... l’anno dopo l’Europeo con il 250 (il mio pilota ha vinto tra l’altro l’ultimo gp a Pao in Francia, mettendosi dietro Oliver Jaque e Regis Laconì) e prima della fine dell’anno mi è arrivata la telefonata da Fabrizio Guidotti per partecipare al Mondiale con Jean Michel Bayle.

Team 500Ceppa: Del progetto Aprilia RSW400 si è sempre sentito parlare, anche bene, ma i risultati sperati non sono mai arrivati. Perché secondo te?
Virdieri: Per delle scelte che ha volte le case devono fare, come quella della Marca delle gomme da usare, questo legato soprattutto alla fornitura per la produzione di serie, quindi a quei tempi delle volte si era costretti ad usare una marca di gomme non adatta a quello specifico di moto, e si è sentito parlare bene di quel progetto perché era veramente un buon progetto, ma in un Mondiale sono tantissime le cose che devono combaciare perché il tutto funzioni al meglio, e molte volte questo non succede.

Ceppa: C'e' stato, durante la tua carriera, un momento in cui avresti lasciato tutto? Il famoso"casco al chiodo", se si, perché?
Virdieri: Si che ce stato! Ed infatti ho mollato tutto... sono riuscito a sopperire al fatto di non aver visto nascere mio figlio perché ero in Australia per un GP e l’ho visto dopo 7 giorni che è nato, ma quando dopo 3 anni lo vedevo diverso ogni volta che rientravo a casa e vedevo la sua faccia strana ogni volta che mi vedeva preparare la valigia, bè era arrivato il momento di prendere una decisione! E ho appeso il casco al chiodo, anzi! chiavi e cacciaviti al chiodo.

1995Ceppa: Dato che questa intervista e' per il Mito club, e considerando il fatto che hai mosso i tuoi primi passi proprio nella Sport Production, ci puoi raccontare come erano le competizioni sportive 125 in quegli anni?
Virdieri: In quegl’anni ‘92/’93/’94 le competizioni della SP erano veramente toste, con tutte le case impegnate ufficialmente… basta pensare che nel ‘93 il mio pilota (Massimo Ottobre) lottava e molte volte vinceva con gente del calibro di Vittoriano Guareschi, Sebastiano Zerbo, Roberto Locatelli, Franco Battaini, Luca Boscoscuro, Giacomo Guidotti, tra le altre con Guidotti è arrivato a pari punti alla fine del Campionato, ma è risultato secondo per lo scarto... a parte questo le case erano agguerritissime perché vincere in quegli anni faceva salire di molto le vendite delle 125 stradali, e basta rileggere i nomi sopracitati per capire che piloti sono poi usciti fuori in quegli anni... per non parlare di Biaggi e Rossi, usciti fuori proprio dalla SP 125.

Ceppa: Come vedi il mondo delle competizioni al giorno d'oggi? E' possibile che nel 2012 per correre in moto a livello mondiale (quindi si immagina un livello "professionista"), bisogna portarsi dietro la famosa "valigia"?
Virdieri: Lo vedo molto male, e non potrebbe essere altrimenti… non si fa niente per far crescere i piloti... un po’ in tutte le specialità… si pensa solo a far soldi, le cose fatte per passione stanno sciamando sempre di più, e lo dimostra il fatto che bisogna portare i soldi per correre nel Mondiale... la cosa preoccupante, è che secondo me, andrà sempre peggio, soprattutto quando un “certo” Valentino Rossi mollerà le corse di moto. E secondo me è anche colpa di molti genitori che fanno iniziare a correre i propri figli. A livello regionale, molti piloti sono attrezzati come se dovessero fare un Mondiale, e tutto questo probabilmente qualcuno lo ha notato, e quando è il momento non si fa scrupoli a chiedere la famosa “valigia”, tanto sanno che molti se la possono permettere, e poco importa se poi non sono così veloci come altri… altri che hanno dalla loro solo il fatto di saper “aprire il gas”.

franco Mcwill1997Ceppa: Un rammarico avuto nella tua lunga carriera di successi.
Virdieri: No, direi di non aver nessun rammarico… non sono mai sceso a compromessi, con Team e soprattutto con un pilota diventato poi Campione del Mondo… a volte la soddisfazione non è solo vincere un Gran Premio!... però forse un piccolo rammarico c’è! Ma non so se chiamarlo rammarico…. Ho pochissime foto e praticamente nessuna con i piloti, e adesso sarebbe stato un bel ricordo… ma quando in quel mondo ci vivi, parli, mangi, ridi e scherzi con le persone che la gente normalmente vede sui giornali o in televisione, non pensi a fare tante foto, perché praticamente vivi insieme a loro…

giornale spagnoloCeppa: Il futuro del motociclismo italiano, visto dai tuoi occhi ...piloti, moto, investimenti...
Virdieri: Purtroppo un bel po’ di futuro ci è stato portato via l’anno scorso (Sic 58)… vedo bene Iannone, almeno da come ha iniziato quest’anno e Fenati è stata una bella sorpresa, per il resto non vedo altre cose nuove.. le moto sono più o meno sempre quelle, un anno una un anno un'altra, però credo che l’Aprila nei prossimi anni cresca sempre di più… di investimenti ne vedo pochi e se Valentino dovesse lasciare ci sarà un bel tonfo di tutto quanto, e dovrà passare qualche annetto prima di riportare in alto la velocità e di conseguenza gli investimenti in Italia.

Ringraziamo Francesco per il tempo concessomi, per la pazienza e per il materiale fotografico fornitomi. Grazie dal Ceppa e da tutto lo staff Mitoclub.com

Ivan Goi start

Perugini

Max Biaggi

Ivan Goi

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