Intervista a Paolo Tessari

Identikit:

Nome: Paolo
Cognome: Tessari
Data di nascita: 15/07/73
Luogo di nascita: Giussano (Mi – ITA)
Coniugato: SI
Indirizzo: Via Sardegna 16/b Città Cesano Maderno (MI)
Altre attività: Ristoratore e sommelier
Hobbies: tutti gli sport

La carriera:

Debutto: 1991 Camp. ItalianoSport Production 125

Migliori risultati:
# 1994, Camp. Italiano Sport Production , 2°
# 1997, Campionato Italiano 125 GP, 2°
# 1997, CampionatoRuropeo 125 GP
# Dal 1998 al 2000 pilota Paton nel Mondiale 500, miglior risultato 15° in Germania nel 2000.

Endurance:
Debutto: 2002
Total Races: 20

Note:
Debutto alla 200 Miglia di Imola 2002, in sella ad una Ducati in coppia con DJ Ringo.
Due apparizioni nel 2003 (7° a Imola – 10° a Vallelunga).
Dal 2004 pilota Team X One

Intervista:

Come potete notare le interviste si susseguono sempre a cadenza temporale. Ma non in senso giornaliero o settimanale, bensì inteso come “meteorologico”. Conclusi i vari campionati nazionali-internazionali SBK e Motomondiale, l'umidità e il freddo tornano a farla da padrone in questo Novembre. Ebbene si, il nostro settore si “riposa” (agonisticamente parlando) in autunno e inverno; periodo perfetto per sentire e scambiare opinioni con personaggi di spicco del settore motociclistico. La nostra intervista stavolta è rivolta ad un pilota a 360°, inteso tale perché ha corso in tutte le principali manifestazioni mondiali e non, dalla 125 SP, all'europeo velocità, per poi passare al motomondiale classe 500 e terminare addirittura con l'endurance. Stiamo parlando di Paolo Tessari, che da anni ci segue e che ringraziamo, in anticipo, per il tempo concessoci.

Ceppa: Come è nata la figura di Tessari pilota, o meglio, data la tua lunga esperienza, come hai capito che il tuo futuro era l'agonismo a due ruote?
Tex: È nata per caso e racconto l'episodio con piacere. Ai miei tempi praticamente tutti i ragazzi della mia età avevano una 125 stradale, replica o non, e l'incoscienza a 16 anni la fa da padrone. Durante una delle tante girate pomeridiane qua dalle nostre parti (più che girate oserei dire “mini gp”) un ragazzo, che già andava in pista (aveva corso da poco a Monza), mi notò nella guida e mi sfidò a vedere chi faceva più forte una data curva. Modalità 16enne impostata su ON, la percorro alla velocità della luce, lo sorpasso all'esterno, ci fermiamo e lui mi consiglia caldamente di uscire dalla strada e di andare in pista. Dopo poco tempo, con l'aiuto di mio padre e del motoclub sono riuscito a debuttare in pista con la mia Honda NSR 125. Mi iscrivo alla 125 e alla prima gara, sul bagnato, sono primo. Feeling sul bagnato perfetto, perché io la moto la utilizzavo tutti i giorni, e vittoria. Non è stato tutto facile, correvo con gente come Pellissier e Guareschi, però la mia carriera iniziò così.

Ceppa: 125 Sport Production. Per i ragazzi che oggi acquistano una 125 è solo una sigla, evidenziata sulle carene di alcuni modelli in produzione; ma per voi, che cosa rappresentava questa classe?
Tex: Una solo parola: Fantastica. C'era amicizia nel paddock, il pomeriggio si facevano i gavettoni, la sera a cena insieme, anche con Valentino o con Guareschi. Che tra l'altro, apro parentesi, si sono ritrovati ora nel Team Ducati Motogp, pilota e team manager, rinnovando un rapporto nato proprio in quel lontano 1993. Siamo rimasti molto amici, non solo con loro ma con tutti i ragazzi con cui ho corso, perché il rapporto era così: Bagarre in pista, amici fuori. Così si cresceva nei primi anni '90. L'ambiente era unico, le case motociclistiche erano impegnate ufficialmente dalla Cagiva, all'Aprilia, Honda, Gilera e Yamaha. Una vittoria in questa categoria veniva evidenziata sulle maggiori riviste di settore con l'obiettivo finale di aumentare le vendite del dato modello di moto prodotto. Vi era grande seguito di pubblico adulto e non, dato che il settore trainante, ai tempi, erano appunto le 125, che realizzavano volumi di vendita degni di questo nome.

Ceppa: Chi è il pilota che più ti ha impressionato a quei tempi?
Tex: Valentino. Senza ombra di dubbio. Lo conobbi nel 1993 e nacque proprio una bella amicizia che prosegue anche ora. Mangiavamo insieme, dormivamo nello stesso camper e ancora oggi, di tanto in tanto, quando ha tempo, passa a trovarmi o ci sentiamo tramite sms. Difatti domenica, dopo la gara a Philip Island, dopo il duello con Hayden, gli ho inviato un sms con su scritto: "il corpo a corpo più bello però resta il nostro a Misano..". Nel 1994 c'era la prima finale dell'eliminatoria selettiva A. Al pronti via siamo scappati in fuga, giravamo in 30.8 – 30.9. Con dieci secondi di distacco sul terzo, ci siamo ingarellati per giri e giri, fino a quando alla curva del “tramonto” ci siamo sportellati, perché in qualche maniera la curva andava pur fatta. Ho continuato a sfrizionare come un dannato fino al traguardo, senza aprire mai gli occhi. Mi volto e Vale non c'era più. Ho vinto la gara, lui ha concluso sesto e da li mi sono reso conto che qualcosa valevo, come pilota.

Ceppa: Cosa ti è mancato per affermarti secondo le tue possibilità?
Tex: La fortuna. Nel '98 ero ufficiale Honda, foto e comunicati stampa pronti, ma a tre giorni dai test ufficiali il kit A (per i meno informati si trattava di un mezzo sviluppato direttamente dalla casa madre, aggiornato via via che gli sviluppi proseguivano) non era più destinato a me e quindi dovevo ripiegare in una kit B, meno performante. L'idea non mi va giù. Scelgo Aprilia, sulla carta doveva essere molto più di un ripiego, corro le prime 4 gare, in un escalation prestazionale (con l'apice del sesto posto al Mugello) la quinta resto a piedi, il team ha finito i fondi. Successivamente scelgo Pattoni, per la mia esperienza in 500. Ero un pilota regolare, valido, che usava molto la testa. Mi è mancata la fortuna. Sono finito secondo nell'italiano dietro Rossi, secondo per un punto dietro Melandri, poi dietro Vincent..insomma tutti quelli che mi sono stati davanti hanno vinto un titolo mondiale.

Ceppa: Un aneddoto su questi personaggi?
Tex: Uno su Rossi. Eravamo a Cattolica, in un locale. Rossi puntava una ragazza della sua età, ma lei non ne voleva sapere. Allora a fine serata io faccio firmare un foglio a Valentino e lo consegno a lei dicendogli "tienilo come ricordo, perché un giorno ripenserai a questa sera e a quel ragazzino che tanto desiderava conoscerti".

Ceppa: Nel panorama italiano agonistico di ora, c'è qualcuno paragonabile a lui? Per il "dopo-Rossi", definiamolo così.
Tex: Secondo me Ayrton Badovini, che correrà con BMW il prossimo anno nel mondiale SBK. Veramente un gran pilota, costante e deciso. Per vincere 9 gare su 10 bisogna avere una gran moto ma anche un gran, gran manico. Ragazzo umile, come non se ne vedeva da tempi da queste parti.

Ceppa: 500, 2 tempi, cosa significa?
Tex: Fantastico. La moto, Paton 500, motoristicamente era ottima, rispetto alle ufficiali eravamo indietro su tutto, ma con le private Roc o Harris Yamaha ce la giocavamo bene. Un po' pesantina, certo, ma molto maneggevole, con una ciclistica davvero valida. In aperitivo organizzato dalla Dorna nel 2000 a Valencia, c'era anche Doohan. Avevo già corso con lui, nel 1998 a Imola (dove tra l'altro mi ha sverniciato alla Piratella in una maniera che solo un 5 volte campione del mondo sa fare..), mi avvicino e gli dico se domani aveva voglia di portare più avanti in griglia la Paton. Lui mi risponde: "con quelle gomme e quella moto, difficilmente riuscirei a fare di meglio". Pacca sulla spalla e via. Questa era la 500 di fine anni '90.

Ceppa: Il pilota nel motomondiale che più ti ha impressionato.
Tex: Barros o Capirossi, negli ultimi 3 minuti delle qualifiche. Se li trovavi in pista ti portavano via, erano veramente alla “morte”, vederli guidare in quel frangente era da panico. Nomino McWilliams, con l'Aprilia, era un bel vedere. Anche Biaggi, ma con la sua guida pulita non dava così impressione di andare forte ecco. Poi caratterialmente in pista non mi è mai piaciuto, anche se poi abbiamo cenato una volta insieme e ho conosciuto una persona splendida oltre ad un gran manico, tra l'altro questo anno lo ha dimostrato ulteriormente vincendo il titolo Superbike. Onore e merito a lui e al suo team.

Ceppa: Dopo la parentesi Paton 500 2 tempi come si è conclusa la tua carriera?
Tex: La Paton non ha investito nelle 4 tempi, per sua scelta e per mancanza di fondi. Ho conosciuto DJ Ringo e ho corso con lui con Ducati nell'Endurance. Io facevo 50 giri, lui 10 e via, così continua la mia carriera. Ho continuato a correre in STK, con il team “De Noaltri”, io, Ringo, il mio Team Manager e un meccanico. Poi ho corso dal 2003 fino al 2009 con Bargiacchi nel Team X-ONE. Mi sono divertito tantissimo, bella esperienza e degna conclusione della mia carriera. Se potessi realizzare un sogno nella vita, vorrei correre ancora una volta la 24 h di LeMans. L'atmosfera che si respira ai box, il cambio di luce, odori, profumi, tribune colme di appassionati…resterà, appunto, un sogno. Per scelta ho deciso di non riavvicinarmi ad una pista, perché altrimenti mi prende male…e poi finisce che mi faccio coinvolgere.

Ceppa: Tornassi indietro nel tempo, c'è qualcosa che vorresti cambiare?
Tex: Avrei scelto il kit B con la Honda, invece di passare ad Aprilia. Almeno avrei fatto tutto il mondiale. Non ci sono mai riuscito a gareggiare per una stagione intera del Circus. Con la Paton facevamo solo le tappe europee..correre a Philip Island o a Motegi…ormai è acqua passata.

Ceppa: Su quale pista riuscivi a fare veramente la differenza come pilota?
Tex: Ad Albacete andavo veramente forte. Riuscivo ad interpretare bene il percorso, andavo forte, sempre e fin da subito. Un'altra è Imola, diciamo che le piste un po' "da pelo" o "di cuore" si adattavano bene al mio stile. Riuscivo a trovare subito il set-up giusto e il resto veniva da se.

Ceppa: Per concludere, il futuro di Tessari è…?
Tex: Il Ristorante. Ora tra l'altro sono anche sommelier, ho fatto il corso e l'ho superato, ottenendo così la qualifica. L'attività va bene, è un bel posto, lavoriamo sodo e la vita va avanti così. C'è un età per tutto nella vita. Ora ho due bimbi, una bella famiglia; c'è da starci dietro, portarli a scuola, a calcio, giocare con gli amichetti, fare la spesa, i compleanni…insomma, sono un essere umano anche io e mi godo tutto quello che ogni buon padre sogna da anni. La colazione insieme, vederli crescere, giocarci insieme…oltre alle due ruote, c'è anche altro no!?

Come dare torto al nostro pilota. Ringraziamo anticipatamente Tex per l'intervista, la disponibilità e l'amicizia che ne è nata in questa telefonata. Persona veramente squisita, disponibile ai miei continui contatti. Di seguito alcune immagini relative alla sua carriera motociclistica.

Michele Prontelli “Ceppa”

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